Dopo un violento evento grandigeno, la priorità è la valutazione dell'entità dei danni alla copertura. Spesso, per effettuare una stima corretta, vengono installati ponteggi costosi e invasivi, ma esiste un'alternativa tecnologica più rapida ed efficiente: l'intervento con drone e termografia.
Attraverso l'impiego di droni dotati di camere termiche, viene eseguita un'analisi accurata della copertura senza necessità di strutture provvisionali. Il processo si articola in due fasi:
- Rilevazione danni visibili: identificazione puntuale dei coppi rotti per quantificare esattamente il materiale da sostituire.
- Diagnostica termografica: individuazione di infiltrazioni occulte. La termografia permette di visualizzare l'umidità presente, spesso invisibile a occhio nudo, prevenendo danni strutturali a lungo termine.
Diagnostica integrata del fabbricato
In occasione dell'ispezione, è possibile integrare il controllo con un'analisi mirata di eventuali infiltrazioni esistenti per comprenderne l'origine e l'evoluzione:
- Analisi dell'origine: l'uso della termocamera permette di verificare se l'infiltrazione derivi da una rottura specifica del tetto o da una cattiva tenuta di pluviali e raccordi.
- Monitoraggio dell'evoluzione: la documentazione termografica fornisce uno storico del problema, utile per stabilire se l'umidità sia attiva o se si tratti di un danno pregresso, supportando decisioni informate sulla necessità di interventi urgenti.

I vantaggi
- Preventivi certi: computo metrico basato su dati reali, non su stime forfettarie.
- Ottimizzazione costi: eliminazione delle spese legate al noleggio e al montaggio di ponteggi o cestelli.
- Interventi mirati: ripristino localizzato solo dove effettivamente necessario.
La combinazione tra ispezione aerea e indagine termografica trasforma la valutazione del danno in un processo basato su dati oggettivi, riducendo le incertezze e i tempi di ripristino.

