Alcuni enti hanno iniziato ad affrontare il problema in modo diverso: mappare l'intera rete stradale con un drone, prima di intervenire. Un rilievo aerofotogrammetrico permette di sorvolare chilometri di asfalto in poco tempo, restituendo immagini georeferenziate ad alta risoluzione capaci di individuare crepe, cedimenti e buche anche piccole. Il risultato è una fotografia reale dello stato della rete, utile per programmare gli interventi in base all'urgenza vera, non solo alle segnalazioni. Lo stesso principio vale anche fuori dal mondo pubblico: parcheggi industriali, aree di cantiere, strade private di condomini o residence. Un rilievo periodico permette di individuare i punti critici prima che diventino un rischio, avere una documentazione georeferenziata utile in caso di contestazioni, e programmare la manutenzione in modo mirato invece che a tappeto.
L'approccio "prima osservare, poi intervenire".
È alla base del Metodo ALT(r)O LIVELLO — lo stesso che applichiamo nei rilievi post-maltempo, nelle ispezioni di coperture e nel monitoraggio cantieri. Hai un'area con manutenzione ricorrente da tenere sotto controllo? Un rilievo con drone può essere il primo passo. Ispirato a un articolo di cronaca locale su un progetto di mappatura delle buche stradali con drone (Corriere del Trentino).

