Un impianto lavato da due mesi e in regolare funzionamento. La verifica termografica con drone ha mostrato un’intera fila di pannelli più calda delle altre, compatibile con una stringa che non stava producendo e le altre due con una leggera variazione di temperatura. Un’indicazione da confermare con la verifica elettrica.
Un impianto fotovoltaico pulito da poco sembra un impianto a posto. Il lavaggio però agisce solo sulla superficie: se il problema è elettrico, i pannelli possono essere perfetti e una parte dell’impianto continuare a non produrre, senza che da terra si noti nulla.
È quello che è emerso su un impianto da 121 kWp di un’azienda agricola. I pannelli erano stati lavati circa due mesi prima e il controllo è nato come check-up, senza un guasto noto da cercare. Per avere un quadro completo, pannello per pannello, si è fatta una verifica termografica con drone.
IL CASO IN SINTESI
- IMPIANTO: fotovoltaico da 121 kWp, azienda agricola
- SITUAZIONE: lavaggio fatto circa due mesi prima, check-up dell’impianto
- INTERVENTO: ispezione termografica con drone dell’intero impianto
- EVIDENZE: un’intera fila di pannelli più calda delle altre, oltre il 13% dei moduli
- PASSO SUCCESSIVO: verifica elettrica da parte del manutentore
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Una stringa che smette di produrre non ferma l’impianto e non fa rumore. Il resto dei pannelli continua a lavorare e, se il monitoraggio non arriva al dettaglio delle singole stringhe, il calo può confondersi con le normali variazioni di produzione. Esternamente i pannelli coinvolti sono identici agli altri. La termocamera invece vede la differenza.

Cos’è emerso dall’ispezione?
1. Un’intera fila più calda delle altre
Un pannello che lavora bene trasforma parte della luce in elettricità. Se una stringa non produce, quell’energia resta nei pannelli sotto forma di calore, e alla termografia la stringa appare più calda delle vicine. Il rilievo è stato eseguito in tarda mattinata, in buone condizioni di sole e con l’impianto in piena produzione. In queste condizioni un’intera fila risultava più calda del resto, insieme a tre pannelli della fila vicina: oltre il 13% dei moduli. Un riscaldamento uniforme su tutta la fila è tipico di una stringa che non eroga corrente. Sporco e ombre producono di solito punti caldi localizzati. Con i pannelli puliti da poco, lo sporco era comunque da escludere come spiegazione principale.
2. Un’unica causa probabile, da verificare
La distribuzione dei pannelli coinvolti fa pensare a un unico problema, più che a tanti difetti separati. La causa va stabilita con una verifica elettrica, partendo dai dati dell’inverter. Anche con i pannelli puliti, un controllo termografico mostra cosa non si vede da terra.
Scopri come funziona l’ispezione con drone
Leggi l'articolo →Perché la termografia serve anche dopo un lavaggio
- IL LAVAGGIO AGISCE SULLA SUPERFICIE: ripristina la resa persa per lo sporco, ma non può risolvere un problema elettrico.
- PERDITA CONTINUA E SILENZIOSA: una stringa che non produce non spegne l’impianto. Se nessuno la cerca, può restare inosservata per mesi.
- UN INTERVENTO MIRATO: il report indica la posizione esatta dei pannelli coinvolti, così il manutentore sa da dove partire invece di controllare tutto l’impianto.
- NESSUN FERMO: il rilievo si fa con l’impianto in produzione e senza accesso sul tetto.

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- 1Pannelli puliti non vuol dire impianto sano: il lavaggio non risolve un problema di stringa.
- 2Un problema esteso può essere concentrato in un punto solo, e da terra non si nota.
- 3La termografia indica dove si trova l’anomalia e quanto è estesa. Le verifiche elettriche servono a stabilire perché e a decidere l’intervento.
Anche sull’impianto da 170 kWp il lavaggio era recente e la termografia ha trovato stringhe anomale
lo trovi in questo caso studio →Il punto è questo
Un impianto che funziona non è per forza un impianto che rende tutto quello che potrebbe. Quando una parte smette di lavorare, il resto continua a produrre e il problema passa inosservato. Lavaggio e controllo termografico fanno due lavori diversi, e insieme danno il quadro completo.
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