Chi installa e manutiene impianti fotovoltaici conosce bene il problema: un impianto può risultare operativo e produrre, ma questo non significa che ogni modulo, ogni stringa e ogni connessione stia lavorando come dovrebbe.
Con il controllo da terra e la lettura dei dati dell'inverter emergono i problemi evidenti. Le anomalie localizzate invece (una cella che si surriscalda, un diodo di bypass in difetto, una stringa che rende meno delle altre) spesso restano invisibili finché non diventano un guasto o una perdita di produzione rilevante.
La termografia serve a vederle prima.
Cosa individua una termografia con drone
Un'ispezione termografica aerea rileva la temperatura di ogni modulo dell'impianto e mette in evidenza le zone che si comportano in modo anomalo:
- hotspot su celle o porzioni di modulo;
- diodi di bypass attivi o in difetto;
- moduli o stringhe con temperatura anomala rispetto al resto del campo, possibile segnale di disconnessioni o perdita di produzione;
- celle danneggiate o microfratture con effetto termico visibile;
- sporco, ombreggiamenti e depositi che alterano il comportamento dei moduli.
Su un impianto aziendale da 170 kWp, per esempio, ho individuato stringhe con comportamento anomalo e hotspot fino a 81 °C, non rilevabili da terra.
"Ho già una termocamera: perché dovrei usare il drone?"
È la domanda che mi fanno più spesso gli installatori, ed è giusta. La termocamera è lo stesso strumento. Quello che cambia è come viene raccolto il dato, e questo cambia il risultato.
- L'ANGOLO DI RIPRESA. Il vetro dei moduli riflette: osservato troppo di sbieco restituisce il cielo, il sole o l'operatore stesso, non il calore del modulo. Camminando in copertura tra le file è difficile mantenere l'angolo corretto su tutto l'impianto. Con il drone la missione è programmata: stessa quota e stesso angolo della camera su ogni modulo.
- CONDIZIONI OMOGENEE. La termografia richiede un irraggiamento elevato e costante. A mano, su un impianto aziendale, servono ore, e nel frattempo il sole si sposta e passano nuvole: il primo e l'ultimo modulo vengono misurati in condizioni diverse. Con il drone, su un impianto da 170 kWp, il volo dura circa 15 minuti: tutto l'impianto viene rilevato nelle stesse condizioni e i dati sono confrontabili tra loro.
- LA VISIONE D'INSIEME. In copertura si vedono i moduli che si hanno davanti. Dall'alto vedo l'impianto come una mappa unica, ed è lì che emergono le anomalie "di sistema": una stringa intera più calda delle altre, un sottocampo che rende meno, un'ombreggiatura ricorrente.
- LOCALIZZAZIONE E STORICO. Ogni anomalia è posizionata sulla mappa dell'impianto: si sa esattamente su quale modulo intervenire. E ripetendo il volo nelle stesse condizioni, i controlli di anni diversi si possono confrontare.
- SICUREZZA. Nessuno deve camminare sulla copertura per rilevare l'impianto, anche dove non è calpestabile.
La termocamera a mano resta utile, e sarei poco onesto a dire il contrario: è lo strumento giusto per verificare da vicino un'anomalia già individuata e per controllare quadri, inverter e connessioni. Per come lavoro io, i due metodi possono, eventualmente, essere complementari: il drone individua dove intervenire, la verifica a mano può confermare il dettaglio. Così non serve controllare centinaia di moduli per trovarne due con un problema.
Perché ha senso per chi fa installazione e manutenzione
- AGGIUNGE VALORE AL CONTRATTO DI MANUTENZIONE. Offri ai clienti un controllo completo dell'impianto, documentato, senza dover salire su ogni copertura.
- RENDE GLI INTERVENTI MIRATI. Il report indica dove si trova l'anomalia, quindi chi interviene sa già quale modulo o stringa verificare. Meno tempo in copertura, interventi più rapidi.
- FORNISCE UNA DOCUMENTAZIONE OGGETTIVA: Immagini termiche e visive dello stato dell'impianto in una data precisa: utili per il cliente, per lo storico di manutenzione e per discutere con dati alla mano quando serve.
- NON RICHIEDE INVESTIMENTI DA PARTE TUA: Drone con termocamera radiometrica, abilitazioni di volo, assicurazione e software di elaborazione sono a carico mio.
Un servizio da offrire ai tuoi clienti, residenziali e aziendali
La termografia non è solo uno strumento tecnico: può diventare una voce della tua offerta, con un valore diverso a seconda del cliente.
Per i clienti aziendali: il rendimento.
Su un impianto aziendale anche una sola stringa che rende meno incide sulla produzione e quindi sui costi energetici dell'azienda. Un controllo termografico periodico permette di:
- inserire nel contratto di manutenzione un controllo completo e documentato dell'impianto;
- costruire uno storico anno per anno, confrontabile, dello stato dell'impianto;
- pianificare gli interventi prima che diventino urgenti.
Per i clienti residenziali: la tranquillità.
Su un impianto domestico la perdita economica di un'anomalia è contenuta. Il valore è soprattutto nella sicurezza: sapere che non ci sono punti caldi anomali sul tetto di casa. È un controllo che ha senso proporre:
- dopo un evento atmosferico come una grandinata;
- come verifica periodica inclusa nell'assistenza post-vendita;
- quando il cliente segnala un calo di produzione che non ha una spiegazione evidente.
Per gli impianti residenziali è disponibile una formula semplificata, adeguata alle dimensioni dell'impianto.
Per te: lavoro che si genera da solo.
Ogni anomalia individuata è un intervento da programmare, e quell'intervento resta a te. La termografia diventa un motivo concreto per tornare dal cliente, rafforzare la relazione e distinguere il tuo servizio di assistenza.
Cosa non è: un concorrente
AltoLivello non installa impianti e non esegue riparazioni elettriche. Gli interventi correttivi che emergono dal report restano a te: sei tu che conosci l'impianto e il cliente.
Il mio ruolo è fornirti il dato: dove si trova l'anomalia, com'è fatta, quanto è rilevante.
Come funziona la collaborazione
- 1Mi segnali l'impianto. Potenza, tipo di installazione (copertura o a terra) e posizione.
- 2Verifico la fattibilità del volo. Zona aerea, ostacoli, accessibilità, eventuali autorizzazioni.
- 3Programmo l'intervento in condizioni adatte. Si vola solo nelle giornate di sole pieno, con irraggiamento adeguato, senza fermare l'impianto. A volte significa spostare l'intervento di qualche giorno, ed è giusto così: in condizioni sbagliate si ottengono immagini colorate, non dati.
- 4Elaboro il report. Mappa delle anomalie, immagini termiche e visive, classificazione per gravità. La certificazione del report è disponibile su richiesta.
- 5Te lo consegno. Lo condividi con il cliente e pianifichi gli interventi.
Puoi richiedere interventi singoli o programmare controlli periodici su più impianti. Per chi collabora in modo continuativo prevedo condizioni dedicate.
Chi vola
Le ispezioni sono eseguite da un pilota certificato EASA/ENAC con abilitazione EU-STS-01, che consente di operare anche in scenari più complessi rispetto alle sole categorie A1/A3 e A2, con copertura assicurativa per le operazioni.
Lavori con impianti in manutenzione?
Parliamone: in una breve telefonata capiamo insieme se e come la termografia può entrare nei tuoi servizi.
scrivi o chiama su whatsapp →
